La risoluzione alternativa delle controversie non è solo un valido strumento per decongestionare le aule dei Tribunali e per assicurare la giustizia ai cittadini e alle imprese in tempi ragionevoli e con costi contenuti.
E’ anche un fatto culturale, di coscienza civile, di mentalità (nelle graduatorie europee l’Italia è al secondo posto dietro alla Federazione Russa per tasso di litigiosità…).

Il progetto pilota, che prevede l’insegnamento della mediazione civile e commerciale nelle scuole, ha preso il via a Palermo presso l'Istituto Tecnico per il Turismo “Marco Polo” con il supporto della Fondazione Aequitas Adr. Coinvolte nell’iniziativa anche due scuole di Parma e Torino.
Il nuovo programma di studi, presentato l'8 maggio 2012 a docenti e studenti del “Marco Polo” nel corso di un incontro cui hanno partecipato il preside Vincenzo Amato e il presidente di Aequitas Adr Diego Comba, prevede che la mediazione sarà compresa all’interno delle stesse ore dell’insegnamento del diritto. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del programma di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva.
Il coordinatore regionale di Aequitas Adr, Pippo Pollina, ha spiegato che sono previste delle simulazioni con gli stessi studenti coinvolti come parti in causa: “Tornerà utile a questi ragazzi quando saranno proiettati nel mondo del lavoro e utilizzeranno questo strumento per la risoluzione dei conflitti, come già avviene da tempo in altri paesi”.
